Tum-tum… Tum-tum… Tum-tum,
Il cuore verdenero batte ancora forte dopo il match disputato ieri sera nella campagna immediatamente a sud di Milano, tanto che lo staff medico ha ritenuto opportuno accertarsi delle condizioni di salute del vecchio Matüsa al termine di una partita che definire al cardiopalma sembra quanto meno riduttivo; qualcuno dice che la più bella partita della storia del calcio sia stata Italia-Germania 4 a 3… beh, si vede che ieri sera non ha visto giocare la SanMichele.
Dopo il Febbraio più piovoso degli ultimi 20 anni, coronato da prestazioni tanto buone quanto magre nei risultati (tavolino a parte), la SanMichele scende in campo per dare il tanto atteso cambio di marcia al proprio campionato. Sul sintetico di Basiglio, alla prima del mese di Marzo, il meteo regala finalmente un tempo sereno che possa esaltare le doti tecniche dei ragazzi di Spreafico. Per chi non l’avesse capito, sul prato verde si sono rovesciati ettolitri d’acqua per centimetro quadrato come non si vedeva da quarant’anni.
Nella corsa ormai quasi disperata per la salvezza, lo scontro diretto con la Longobarda 2001 è un punto cruciale. Al fischio d’inizio l’undici messo in campo da Sprea dà per un paio di minuti l’impressione di mettere subito alle corde una Longobarda in inferiorità numerica (ci resterà per tutta la prima frazione) ma su un apparentemente innocuo lancio lungo, i padroni di casa riescono incredibilmente a passare in vantaggio. Sono passati meno di 5 minuti ed è una doccia gelata per gli ospiti, come se l’acquazzone non fosse sufficiente. Dopo qualche istante per riordinare le idee i nostri beniamini riescono comunque a confezionare una bella rimonta. Il pareggio arriva in tre passaggi: galoppata di Fili che riparte dalla difesa, appoggio sulla destra per Novelli, filtrante per Lacetera che mette al centro dove Perrone si mangia un gol fatto; i Nostri hanno però supportato bene l’azione e lo stesso Lacetera insacca sotto la traversa. L’1-2 lo firma l’ormai immancabile BomberBretti, al settimo sigillo stagionale, che sembra ormai essersi lasciato alle spalle i fantasmi del rigore sciupato coi Warriors: gran “velo” di Lacetera e palla insaccata sul secondo palo. Il terzo gol lo confeziona invece Novelli, che alla quindicesima presenza con la maglia verdenero mostra al pubblico ciò per il quale è stato acquistato: taglio centrale sul filo del fuorigioco, nell’uno contro uno col difensore se lo “beve” con un elegante tunnel d’esterno e, a tu per tu col portiere “trivelaza” sul primo palo e una scatola di aspirine per gli avversari che tutt’ora non hanno capito cosa sia successo. Da segnalare anche un prodigioso tackle di Nico ad arpionare il pallone nella nostra area di rigore ad alta percentuale di rischio, ma efficace.
Nell’intervallo le nostre telecamere hanno registrato il messaggio di mister Spreafico: “l’errore più grande che possiamo fare adesso è pensare di aver già vinto”. Ora i casi sono due: o è un allenatore di grande esperienza o porta una sfiga della mado**a. Fatto sta che scendiamo in campo nel secondo tempo per controllare il risultato, con il Cigno al posto di Trive, sofferente per sciatalgia e Ryan, che già nella prima frazione era subentrato ad un Perrone generoso ma in debito d’ossigeno. La squadra tiene bene nei primi 15 minuti ma non riesce più ad attaccare con ordine e a giocare il pallone come sa, soffrendo per lo più sulla corsia di destra. Pareva che l’unico ad annusare il lezzo dell’imbarcata fossi io, che richiamavo compagni e panchine (la tribuna era da considerarsi una panchina bis) alla concentrazione; fatto sta che con l’infortunio del Santa, dolorante alla solita caviglia, l’imbarcata arriva sul serio.
Entra Sprea in mezzo al campo e Lama si deve reinventare terzino sinistro con AlbertoneKing che scala al centro; gli uomini ci sono ma la squadra di casa, incalzata dall’ingresso in campo del loro miglior giocatore, non ci sta a perdere e sull’onda dell’entusiasmo infila prima il 2-3, poi il pareggio complice un infortunio del nostro estremo difensore ed infine quello che sembrava essere il gol-partita, per un malinteso della nostra coppia centrale. Al triplice fischio mancano solo 5 minuti e quella che sembrava una partita in cassaforte pare ormai conformatasi in una vera, bruciante, beffa. Ma con una incredibile forza di spirito, una carogna senza eguali e grazie all’ormai consacrata fioritura del bomber di Pantanedo, i cuori verdenero ribaltano per l’ennesima volta il risultato, riprendendo ad attaccare ferocemente, come se non ci fosse un domani: Bretti infila prima il 4-4 con in diagonale, dopo essere stato ben imbeccato in area di rigore e poi folgora definitivamente il portiere avversario con una prodezza al volo da fuori area.
Il suo nono sigillo stagionale fa scoppiare il delirio dentro e fuori dal campo! Svantaggio, rimonta, contro-rimonta e ri-contro-rimonta per una vittoria che vale una stagione se sarà (e necessariamente lo sarà) seguita da altre carogne, perché tutti devono sapere che l’ormai ex-fanalino di coda vende assai cara la propria pelle, su ogni campo e contro ogni avversario.
Italia-Germania 4 a 3? pfff… roba da pivelli!
Fili



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